Il 28 giugno 2025 entrerà in vigore l’European Accessibility Act (EAA), una direttiva europea che annuncia nuovi obblighi in materia di accessibilità digitale per prodotti e servizi digitali.
L’obiettivo è chiaro: garantire l’inclusione delle persone con disabilità e degli anziani nell’utilizzo di tecnologie, siti web, app e dispositivi, rendendo il mercato unico europeo più equo e inclusivo.
Perché l’accessibilità digitale è una priorità per le aziende
L’EAA non è solo una questione di conformità tecnica: è un tema che impatta direttamente sulla “S” di ESG – il pilastro sociale – perché rendere accessibili i propri servizi digitali significa allinearsi con una visione d’impresa evoluta, dove accessibilità digitale è parte integrante dell’innovazione al servizio della collettività.
Le aziende che lavorano nel settore digitale, dell’e-commerce, dei trasporti, della finanza o dei media saranno direttamente coinvolte, indipendentemente dalla loro sede legale: se vogliono fornire servizi nel mercato europeo, dovranno adeguarsi, non solo per evitare sanzioni o contenziosi, ma per dimostrare un impegno concreto verso l’equità, l’inclusione e il rispetto dei diritti umani, principi fondamentali dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e delle policy ESG richieste da investitori, stakeholder e mercati.
I vantaggi
Nel concreto, garantire accessibilità digitale permette di:
- ridurre le barriere all’informazione e alla partecipazione per milioni di cittadini europei;
- costruire un brand responsabile e attento al valore sociale dell’innovazione;
- rispettare gli obblighi previsti dalle direttive UE sulla sostenibilità aziendale (CSRD);
- anticipare i criteri di rendicontazione ESG, in cui la dimensione sociale sarà sempre più misurabile e esaminata;
- estendere la propria customer base, includendo utenti spesso trascurati dal digital design tradizionale.
Adeguarsi all’EAA richiede una visione integrata: accessibilità digitale, interventi tecnici, formazione, dichiarazioni pubbliche e un cambio di mentalità. Il tutto in un orizzonte temporale definito: dal 28 giugno 2025 per i nuovi servizi digitali, entro il 28 giugno 2030 per quelli già esistenti. Ignorare questa scadenza non solo comporta rischi sanzionatori (anche fino al 5% del fatturato), ma può minare la credibilità dell’impresa sul piano etico e reputazionale.
L’EAA è una sfida, sì. Ma anche una straordinaria occasione per costruire un digitale più umano, più giusto, più sostenibile.